




Dialogo tra le imprese di ecoRadar sulla flessibilità e personalizzazione di oggetti ed esperienze di consumo. Quando il prodotto nasce attorno allo spazio o alla persona, la relazione con chi lo usa diventa più intensa, sovente affettiva. Si sostiene che la personalizzazione rappresenti un valore aggiunto e possa contribuire a prolungare la vita utile degli oggetti.







Come può l’information design sensibilizzare su fenomeni socio-ambientali complessi e spesso difficili da percepire? Attraverso una selezione di progetti, l’intervento di Federica Fragapane a Torino Design City racconterà come dati e informazioni possano trasformarsi in narrazioni visive capaci di avvicinare il pubblico a questioni di rilevanza e di impatto globale. Un percorso tra metodo progettuale, ricerca e sperimentazione, per riflettere sul ruolo del design nel dare visibilità alle relazioni tra ambiente, società e persone e nel generare nuove forme di consapevolezza.

Un itinerario sonoro in cuffia e un evento di teatro multimediale dove il pubblico cammina e ascolta una storia guidati dalla voce stessa di “abitanti” legati a Parco Dora, area post-industriale divenuta polmone verde di Torino. Un racconto collettivo che invita a smarrirsi in città come ci si “smarrisce in una foresta” riscoprendo i luoghi come ricordi di un’esperienza personale.



Proiezione di Going Circular, il documentario di Richard Dale e Nigel Walk che ‒attraverso l’intervento di vari esperti e scienziati, tra cui James Lovelock, l’autore di “Ipotesi Gaia” ‒ esplora i segreti dell’economia circolare. Un esempio perfetto verso il superamento delle crisi antropogeniche e l’auspicio di modelli produttivi più equi ed efficaci.



Un dialogo tra le imprese di ecoRadar sul riciclo e sul riuso delle materie plastiche. Strategie diverse messe a confronto con i risultati raggiunti e con i limiti che ciascuna porta con sé. Un confronto diretto con chi produce riciclando e reiventando materiali.

Un workshop di Design Sprint sul progetto circolare in tema di Design con il Cibo in cui si impara progettando. Attraverso un approccio design-led, i partecipanti esploreranno il potenziale sensoriale, narrativo e progettuale di alcuni sottoprodotti agroindustriali, trasformandoli in nuovi concept di prodotti edibili.




Matteo Ward propone una nuova figura di fashion designer: un architetto di condizioni fisiche, emotive, sociali e ambientali, chiamato a ricostruire la legittimità del progetto a partire dalla salute e dal benessere dei sistemi umani, sociali e ambientali con cui l'abito entra in relazione. Non più produzione di oggetti, ma progettazione di conseguenze: cosa significa oggi, concretamente, immaginare abiti, sistemi e filiere orientati al benessere reale delle persone e dei contesti che abitano.




Ciò che è accaduto a Fukushima dopo il Grande terremoto del Giappone orientale e il disastro nucleare del 2011 rappresentano un caso estremo di separazione degli esseri umani dal proprio ambiente. Attraverso scale di osservazione differenti, dalle centinaia di migliaia di sfollati a una piccola comunità, ai centimetri di suolo e a due secoli di disastri, la lecture presenta il progetto Fukushima Atlas, esplorando cosa diventa visibile e cosa scompare dopo il disastro, attraverso lo sguardo di uno storico e teorico dell’architettura. Intervento in lingua inglese




Alcune imprese della mostra ecoRADAR si confrontano sul riuso e sul reintegro dei sottoprodotti all'interno della filiera produttiva. Casi concreti in cui ciò che si scarta o eccede rientra nel ciclo come materia prima, con i vantaggi e le difficoltà che questo comporta. Un confronto tra chi lo sta già facendo.





