Il cibo è

Il cibo è
Un sistema che attraversa territori, tecnologie, oggetti, spazi, relazioni, culture
Un percorso fotografico tra passato e presente nato dal dialogo tra Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in collaborazione con l’Archivio Storico della Città di Torino e Urban Lab, per immaginare insieme  il futuro del cibo.
Progetto realizzato in collaborazione con l'Università di Scienze Gastronomiche


Portici Piazza Palazzo di Città, Torino
8 Ottobre - 31 Ottobre
Tematiche
Immaginare
Il cibo è futuro – Presente
Formare oggi nuove competenze significa rendere possibile ciò che ancora non esiste.
Immagine: Il nuovo corso di laurea in Food Tech for Ecological Transition, interateneo UNISG e POLITO, unisce sapere tecnico, cultura gastronomica e visione ecologica per formare persone capaci di comprendere e progettare la complessità dei sistemi alimentari.
Credits: Fotografia di Aarón Gómez Figueroa
Immaginare
Il cibo è futuro – Passato
Immaginare il futuro del cibo significa interrogare il presente per capire quali tecnologie e comportamenti potranno trasformare la nostra vita.
Immagine: Il mercato del ghiaccio di Torino racconta una rete urbana del freddo che dal passato si modifica fino all’avvento della refrigerazione domestica.
Credits: Fotografia dell’Archivio Storico della Città di Torino - 1950. ASCT, Gazzetta del Popolo, sez. I, busta 1479/A n. 8
Progettare
Il cibo è sistema – Presente
Progettare il cibo significa comprendere le relazioni che uniscono tutte le parti del sistema e immaginare come trasformarle insieme.
Immagine: Nel 2015 nasce il primo corso di Laurea Magistrale in Italia di Design Sistemico presso il Politecnico di Torino. Un percorso che applica l’approccio sistemico all’analisi e alla progettazione di modelli di sviluppo sostenibile
Credits: Tavole di progetto del corso Open Systems, Anno accademico 2022/23. In collaborazione con Costadoro. A cura di A. Bartoli, R. Bigliardi, S. Castellari, L. Erdir, R. Parello, C. Rossi e J. Zhang
Progettare
Il cibo è sistema – Passato
Il cibo non è un oggetto isolato né il risultato di una catena lineare: nasce da una rete di relazioni tra persone, territori, infrastrutture, economia ed ecosistemi.
Immagine: Lo stabilimento Venchi Unica rende visibile una parte di questa interdipendenza: il cioccolato nasce dalla coordinazione di macchine, tubature, materie prime, lavoro e tempi di produzione.
Credits: Fotografia dell’Archivio Storico della Città di Torino - metà del Novecento. ASCT, Fototeca, 14A11_056
Custodire
Il cibo è biodiversità – Presente
Coltivare una tradizione significa darle la possibilità di tornare a vivere.
Immagine: La battitura della segale con la cavaglia riunisce generazioni diverse durante la Festa della Segale, in Valle Gesso. Un gesto della tradizione agricola torna così ad essere una pratica condivisa, tra memoria, biodiversità e cura del territorio.
Credits: Fotografia Archivio Aree Protette Alpi Marittime - G. Bernardi, 2025
Custodire
Il cibo è biodiversità – Passato
Ogni varietà custodisce differenze biologiche, adattamenti, saperi e storie: conservarle significa mantenere aperte possibilità per il futuro.
Immagine: La collezione pomologica di Francesco Garnier Valletti, conservata al Museo Della Frutta, trasforma la varietà dei frutti in conoscenza: osservare, classificare e conservare diventa un modo per tramandare biodiversità.
Credits: Fotografia dell’Archivio Storico della Città di Torino - Mimmo Jodice, 2007. ASCT, Fototeca fondo Jodice
Condividere
Il cibo è coevoluzione – Presente
Condividere il cibo significa mettere in comune spazi e conoscenze, creando nuove relazioni tra persone e luoghi.
Immagine: Gli eventi culturali legati al cibo, trasformano le città temporaneamente in un grande spazio condiviso, dove il cibo diventa occasione di incontro, confronto e partecipazione.
Credits: Fotografia di Alessandro Vargiu, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons, Terra Madre Salone del Gusto 2016
Condividere
Il cibo è coevoluzione – Passato
Condividere risorse e spazi significa adattarsi insieme ai cambiamenti. Il cibo trasforma i luoghi e viene trasformato dai bisogni delle comunità.
Immagine: Nell’estate del 1942, parchi e spazi pubblici torinesi diventano superfici coltivate: la necessità alimentare ridisegna temporaneamente il paesaggio urbano.
Credits: Fotografia dell’Archivio Storico della Città di Torino - estate 1942. ASCT, Gazzetta del Popolo, sez. I, busta 1317i n. 5
Raccontare
Il cibo è raccontare – Presente
Raccontare il cibo significa tenere insieme memoria e contemporaneità. Un marchio storico può cambiare senza perdere la propria riconoscibilità.
Immagine: Le confezioni possono rinnovarsi nei colori e nei linguaggi, mantenendo riconoscibile la propria storia: il packaging non contiene solo il prodotto, ma anche la sua storia.
Credits: Fotografia di Più Luce di Guido Siviero, 2020 e post-produzione di Noodles Comunicazione, 2026
Raccontare
Il cibo è identità – Passato
Il cibo racconta chi siamo attraverso immagini, parole, simboli e storie che trasformano un prodotto in appartenenza.
Immagine: La pubblicità dell’Aperitivo Savoia lega la bevanda a Torino, alle Alpi e alla Casa Savoia: prima ancora del gusto, vende un’immagine di territorio, prestigio e appartenenza.
Credits: Immagine dell’Archivio Storico della Città di Torino - prima metà del Novecento. ASCT, Nuove acquisizioni, manifesti n. 71
Servire
Il cibo è esperienza – Presente
Forme, gesti e rituali della tavola parlano un linguaggio sociale e raccontano il modo in cui scegliamo di stare insieme.
Immagine: Il progetto contemporaneo di Cooker Loft ambisce a trasformare il pasto in un’esperienza dove lo spazio diventa parte del racconto e rende visibili valori, emozioni e legami tra le persone
Credits: Fotografia di Barbara Corsico - Velvet Studio, 2026
Servire
Il cibo è esperienza – Passato
Servire può anche significare mettere in scena i valori di una società, come ospitalità, convivialità, formalità, uguaglianza o innovazione.
Immagine: Nelle tavole di Francesco Chapusot del 1846, il cibo diventa architettura effimera: ordine, abilità ed eleganza prendono forma nel piatto.
Credits: Illustrazione dell’Archivio Storico della Città di Torino - in “Cucina sana ed economica ed elegante secondo le stagioni”, Torino 1846. ASCT, Nuove acquisizioni, Bib. n. 84
Abitare
Il cibo è casa – Presente
Casa non è soltanto uno spazio privato: anche un caffè, una bottega o un mercato possono diventare luoghi della memoria collettiva.
Immagine: I luoghi del cibo costruiscono nel tempo un senso di familiarità e appartenenza: spazi riconoscibili, attraversati da generazioni, che contribuiscono a definire l’identità di una città.
Credits: Fotografia di Sara De Menech, 2023. Pasticceria Roletti, parte dell’Associazione Caffè Storici Torino e Piemonte, San Giorgio Canavese
Abitare
Il cibo è casa – Passato
Il cibo rende familiari i luoghi: attraverso gesti, sapori e abitudini costruisce appartenenza.
Immagine: Tra la strada e il mercato, anche un banco di angurie e meloni può diventare uno spazio che si lascia quotidianamente abitare.
Credits: Fotografia dell’Archivio Storico della Città di Torino - 1° agosto 1958. ASCT, Gazzetta del Popolo, sez. I, busta 429B n. 9
Connettere
Il cibo è relazioni – Presente
Quando il cibo attraversa culture diverse porta con sé gesti, ricette, conoscenze e identità, generando nuove forme di convivenza e contaminazione culturale.
Immagine: La Tettoia dell’Orologio di Porta Palazzo è diventata un luogo d’incontro tra comunità, merci e tradizioni: da infrastruttura commerciale a spazio di relazione e convivenza.
Credits: Michelangelo Pistoletto, Amare le differenze 2005 Photo Marco Briola, FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche per Luci d’Artista.
Connettere
Il cibo è relazioni – Passato
Il cibo costruisce connessioni tra persone, ecosistemi, luoghi e territori.
Immagine: Porta Palazzo è storicamente un nodo cruciale della rete alimentare torinese: mette in relazione campagna e città, produttori e consumatori, merci e persone.
Credits: Fotografia dell’Archivio Storico della Città di Torino - 1900 circa. ASCT, Nuove acquisizioni, cart. 528
Trasportare
Il cibo è infrastruttura – Presente
Portare il cibo in città significa progettare distanze, tempi e mezzi, alla scala dei luoghi e delle persone.
Immagine: Mercato Itinerante: una piattaforma digitale mette in rete i banchi del mercato e organizza la consegna degli acquisti direttamente alle persone, con una mobilità leggera.
Credits: Fotografia di Valerio Sbriglione di Digistart Media per Réseau Entreprendre Piemonte, 2025
Trasportare
Il cibo è infrastruttura – Passato
Un alimento può viaggiare grazie ad una rete di mezzi, persone, magazzini e infrastrutture che collegano produzione e consumo.
Immagine: La ferrovia che entra in uno stabilimento rende efficiente questa rete: la logistica diventa parte integrante della produzione alimentare.
Credits: Fotografia dell’Archivio Storico della Città di Torino - Album fotografico “Vermouth e Vini Francesco Cinzano & C.ia”, 1894. ASCT, Nuove Acquisizioni Fotografiche, 13B_02
Conservare
Il cibo è tempo – Presente
Conservare significa capire quando un alimento è ancora buono, prolungarne la vita e ridurre ciò che sprechiamo.
Immagine: Bump by Mimica rende visibile il tempo del cibo: un indicatore cambia consistenza insieme al deteriorarsi dell’alimento, rendendo la freschezza un segnale tattile
Credits: Fotografia di Mimica, 2026
Conservare
Il cibo è tempo – Passato
Il cibo vive nel tempo: attese, maturazioni e trasformazioni ne costruiscono sapore, valore e memoria.
Immagine: Nella cantina il tempo diventa ingrediente: il vino cambia lentamente, mentre la conservazione trasforma l’attesa in qualità.
Credits: Fotografia dell’Archivio Storico della Città di Torino - in Album fotografico “Vermouth e Vini Francesco Cinzano & C.ia”, 1894, ASCT, Nuove Acquisizioni Fotografiche, 13B_17
Trasformare
Il cibo è tecnologia – Presente
Innovare significa trasformare un qualcosa migliorandolo con l’obiettivo di ottenere maggiore qualità, usando meno materia, energia e imballaggi.
Immagine: Tablì ripensa la monodose eliminando l’involucro: una cialda composta interamente di caffè che lavora sul rapporto tra tecnologia, materia e scarto.
Credits: Fotografia di Andrea Guermani, 2026
Trasformare
Il cibo è tecnologia – Passato
Da sempre trasformiamo il cibo attraverso strumenti che modificano materia, tempi e gesti della vita quotidiana.
Immagine: Il Perc-O-Toaster, progetto della fine degli anni ‘20, riunisce caffettiera e tostapane in un solo apparecchio: la tecnologia entra nella cucina e ridisegna il rito della colazione.
Credits: Fotografia dell’Archivio della Città di Torino - luglio 1948. ASCT, Gazzetta del Popolo, sez. VII, busta 359 n. 19
Produrre
Il cibo è diritto – Presente
Con l’industrializzazione, produrre cibo significa organizzare materie prime, tecnologie, processi e lavoro per rispondere alle esigenze di una società in trasformazione.
Immagine: La linea produttiva mostra la scala contemporanea della produzione alimentare, dove tecnologia e organizzazione rendono possibile produrre cibo su larga scala.
Credits: Fotografia di Daniele Ratti per Molini Bongiovanni, 2021
Produrre
Il cibo è diritto – Passato
Nutrire una comunità significa rendere il cibo accessibile: produrlo e distribuirlo è anche una responsabilità collettiva.
Immagine: Il progetto dei primi dell’800 di un forno pubblico comunale racconta il cibo come servizio di prossimità e infrastruttura essenziale della città.
Credits: Disegno dell’Archivio Storico della Città di Torino - Ferdinando Bonsignore, 1802. ASCT, Tipi e Disegni 19.1.20
Coltivare
Il cibo è città – Presente
Coltivare può tornare a essere un gesto urbano: ricerca, sperimentazione e produzione riportano il vivente dentro la città.
Immagine: Campus Grapes, la vigna hi-tech di Citiculture e del Politecnico di Torino, trasforma l’università in uno spazio di sperimentazione tra agricoltura, tecnologia e ambiente.
Credits: Fotografia di Citiculture, 2025
Coltivare
Il cibo è città – Passato
Coltivare significa dare forma al territorio: il cibo entra nella città e partecipa alla costruzione dei suoi spazi.
Immagine: I covoni di fieno a Villa della Regina raccontano una Torino di metà ‘800 in cui produzione agricola e vita urbana convivono nello stesso paesaggio.
Credits: Stampa dell’Archivio Storico della Città di Torino - litografia di Jean Jacottet e Adolphe Bayot, 1845 ca. ASCT, Collezione Simeom, D 216